Intolleranza glucidica: cos’è e quali alimenti evitare


intolleranza glucidica

L’intolleranza glucidica è una patologia conosciuta anche con il nome di prediabete. Ad oggi, i medici preferiscono utilizzare il termine intolleranza ai glucidi invece di pre-diabete, in quanto questa situazione clinica è reversibile se si segue una terapia adeguata.

Il prediabete o intolleranza glucidica, precede l’avvento del diabete di Tipo 2. Infatti, il prediabete prevede che la glicemia, ossia il livello di zuccheri nel sangue, sia maggiore del normale. In questo caso, però, i livelli d’iperglicemia non sono così alti come quelli che invece permettono di diagnosticare il diabete di Tipo 2.

Il prediabete dunque e l’intolleranza glucidica sono la medesima cosa, che si utilizzi un termine o l’altro non porta a una differenza sui sintomi o sui rischi che comporta il perseverare in una dieta errata a base di alimenti carichi di zuccheri complessi.

Secondo le indagini del Diabetes Prevetion Program, circa l’11% di coloro che sono affetti da prediabete sviluppa il diabete di Tipo 2, in media tre anni dopo la comparsa di questa intolleranza.

Sintomi dell’intolleranza glucidica

Ciò che spaventa maggiormente di questa condizione è che i sintomi dell’intolleranza glucidica non sono salienti e spesso il paziente non è consapevole di tale patologia, in quanto non manifesta alcun sintomo di malessere. Anche se non vi sono condizioni di malessere evidenti, ci sono comunque dei piccoli campanelli d’allarme che possono far portare il medico a consigliare un’esame per scoprire se sussiste o meno un’intolleranza ai glucidi.

Ad esempio il prediabete, porta i soggetti affetti, a ingrassare e a prendere peso principalmente sull’addome e sui fianchi. Inoltre, chi soffre di questa patologia se esagera con l’assunzione degli zuccheri potrebbe soffrire di nausea e vomito.

Quali sono le cause del prediabete?

L’intolleranza glucidica o il prediabete possono essere causate da una dieta sbagliata, dall’obesità, dal sovrappeso e da alcune malattie o terapie farmacologiche.

L’intolleranza glucidica, infatti, colpisce principalmente, coloro che:

  • Hanno più di 45 anni e sono in sovrappeso
  • Chi ha meno di 45 anni ma è affetto da malattie che portano all’intolleranza glucidica.

Inoltre è possibile essere affetti da questa condizione sé:

  • Si è sofferto di diabete gestazionale
  • Si ha il colesterolo HDL basso e quello LDL alto
  • Non si svolge mai attività fisica
  • è stata diagnosticata una malattia ormonale
  • affetti da oviaio micropolicistico
  • Ereditarietà familiare.

Esami per scoprire l’intolleranza glucidica

Per scoprire se si ha o meno un’intolleranza ai glucidi, e dunque una forma di prediabete, è necessario rivolgersi al medico, che potrà prescrivervi degli esami appositi per scoprire la presenza di tale patologia. Se si è in sovrappeso, o affetti da particolari malattie, di solito è il medico stesso a richiedere di fare quest’esame.

Gli esami per scoprire l’intolleranza glucidica sono:

L’esame della glicemia(la curva glicemica e insulinica): Quest’esame dev’essere effettuato sempre a digiuno e permette di misurare la glicemia a intervalli di 30,60,90,120 e 180 minuti. Per svolgere l’esame della curva glicemica ci vogliono dunque 3 ore. L’esame consiste nell’assumere una dose pari a 100 ml di glucosio puro, dopo di ché iniziano i prelievi di sangue intervallati di mezz’ora e poi di un’ora uno dall’altro. L’esame della glicemia, va effettuato al mattino presto e a digiuno. Al termine, se gli esami mostreranno valori compresi tra i 100 e i 125 mg/dl, vorrà dire che si è affetti da prediabete.

L’esame dell’emoboglobina glicata: quest’esame può essere sostenuto anche non a digiugno e non il mattino presto. L’esame consiste in un semplice prelievo del sangue. Dopo il prelievo e l’analisi del sangue se il valore è compreso tra i 5.7 e i 6.4 si è affetti da prediabete, con risultati superiori invece si diagnostica il diabete.

Cura e terapia dell’intolleranza glucidica

In molti casi, il medico consiglia a chi soffre di prediabete, sia una corretta dieta che una cura famacologica che prevede l’assunzione di metformina. La metformina è un farmaco in grado di abbassare il valore della glicemia nel sangue.

Per riportare la glicemia alla normalità e non contrarre il diabete si consiglia di:

  • Eliminare gli zuccheri complessi dalla propria dieta, limitando l’assunzione di prodotti che contengono zucchero bianco o di canna.
  • Evitare pasta e pane bianco, prediligendo in piccole quantità pane integrale
  • Diminuire le calorie e la quantità di grassi all’interno della dieta
  • Aumentare l’attività fisica, anche camminare mezz’ora al giorno potrebbe portare a diversi benefici.

Seguire una dieta sana e bilanciata, eliminare gli zuccheri e i grassi, e fare attività fisica possono limitare l’insorgere del Diabete di Tipo 2 e in alcuni casi il soggetto potrebbe guarire da questa patologia.

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